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L'italiano ha oltre 250.000 lemmi registrati nello Zingarelli, ma un parlante medio ne usa appena 2.000 nella vita quotidiana. Arricchire il proprio vocabolario significa attingere a un patrimonio lessicale enorme e in gran parte inesplorato.
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Il congiuntivo italiano ha quattro tempi — presente, passato, imperfetto e trapassato — ed è il modo verbale che più distingue un italiano colto da uno approssimativo. È anche uno dei tratti grammaticali più ammirati dagli stranieri che studiano la nostra lingua.
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L'italiano standard si basa sul fiorentino letterario del Trecento, plasmato da Dante, Petrarca e Boccaccio. Ma l'unificazione linguistica vera è avvenuta solo nel Novecento, con la televisione. Ancora oggi, i dialetti regionali influenzano la pronuncia e il lessico di ogni parlante.
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L'Accademia della Crusca, fondata nel 1583, è la più antica istituzione linguistica al mondo. Da oltre quattro secoli custodisce e studia l'italiano, dirimendo dubbi grammaticali che appassionano milioni di parlanti — dal plurale di 'ciliegia' all'uso corretto di 'piuttosto che'.
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L'italiano è la quarta lingua più studiata al mondo. Oltre 2 milioni di persone la studiano all'estero ogni anno, attratte dalla musica, dall'arte, dalla cucina e dal design. Parlare bene la propria lingua è un vantaggio competitivo che pochi sfruttano appieno.